SCUOLA DI VOLO: STORIA DI UNA FINE - SECONDA PARTE
Di seguito pucbblichiamo la seconda ed ultima parte del Dossier dedicato all'ex Scuola di volo dell'Alitalia di Alghero.


L’Alitalia è offesa per l’estromissione dalla continuità territoriale. Nel febbraio 2003 prende allora una decisione dura, ventilata già in precedenza: il 20 marzo la scuola di volo deve chiudere. Una doccia gelata, che non lascia indifferente il sindaco di Alghero Marco Tedde, che chiede subito un intervento al ministro dell’Interno Beppe Pisanu. affinche siano scongiuratre «le azioni di disimpegno da parte dell'Alitalia che stanno compromettendo il futuro di una realtà consolidata come la scuole di volo». Lo stesso Pisanu, così come Lunardi, avevano sostenuto che non solo la scuola dell'Alitalia non avrebbe chiuso i battenti, ma sarebbe stata addirittura potenziata. Niente di tutto questo, perché la scuola di volo, usata più volte dall’Alitalia quasi come argomento di pressione per la continuità territoriale, è destinata a scomparire.

Si mobilitano anche i sindacati. La segreteria territoriale della Cgil, settore trasporti, chiede un incontro con le istituzioni locali e nello stesso mese di marzo le organizzazioni sindacali della Filt Cgil,Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl/Ta, assieme ai dipendenti della scuola di volo proclamano lo sciopero ad oltranza. La situazione è delicata, in ballo c’è il futuro di 25 persone e delle loro famiglie. Il sindaco Marco Tedde interviene presso il prefetto e l'assessore ai trasporti Amadu segnalando la gravità della situazione. Intanto si susseguono gli incontri tra sindacati, compagnia e istituzione. Alla fine di marzo il presidente della Regione Mauro Pili, l’assessore ai Trasporti, Salvatore Amadu, e i vertici dell’Alitalia si incontrano per trovare una soluzione.

Si apre uno spiraglio pochi giorni dopo l’incontro con i vertici regionali. «L’Alitalia non prevede nei suoi piani industriali la chiusura della scuola per piloti di Alghero. Esiste anzi, da parte della azienda, la massima disponibilità a ricercare con i vertici regionali soluzioni e percorsi che evitino di concludere l’esperienza di grande prestigio e di alta professionalità che la scuola di volo rappresenta per Alghero e per la Sardegna». Sono queste le parole che arrivano dall’Alitalia e in particolare dal responsabile dei rapporti istituzionali, Gennaro Schettino, e da quello del settore relazioni industriali, Fabio Donazza. L’incertezza, però, rimane. Allo stesso tempo, cresce la preoccupazione per la chiusura della scuola di volo che, seppure scongiurata dai dirigenti Alitalia, sembra più vicina.

Passano solo quattro mesi e si viene a conoscenza che la compagnia di bandiera ha deciso di vendere tre Piper Cheyenne e i due simulatori presenti nella struttura. Il deputato diessino Francesco Carboni presenta un’interrogazione al ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi per chiedere un intervento utile ad evitare lo smantellamento della scuola di volo. Lo stesso sindaco Marco Tedde si fa sentire ancora, scrive al nuovo presidente della Regione Renato Soru e all’assessore ai Trasporti Sandro Broccia per evitare «l’ennesimo schiaffo economico, sociale e soprattutto morale al mondo lavorativo sardo». Lo schiaffo invece arriva, ed è anche forte, perché dopo mesi di incertezza arriva la decisione definitiva della compagnia di bandiera.

E’ praticamente la vigilia del Natale 2004. Durante un incontro con le segreterie nazionali e regionali sarde del trasporto aereo l’Alitalia comunica la propria decisione di chiudere in via definitiva la Scuola di volo, posizionando i lavoratori in cassa integrazione a zero ore per due anni, senza possibilità di reintegro nell’azienda, anche in altre sedi. Un duro colpo per le speranze dei lavoratori che per tre anni hanno atteso invano una soluzione positiva. Il resto è storia recente, con il vero e proprio smantellamento della scuola di volo. I simulatori sono stati portati via alla fine del 2006, nonostante le dure proteste degli ex dipendenti.

Oggi è il 12 settembre, ultimo mese di cassa integrazione. Alcuni dei 25 ex dipendenti hanno trovato un altro lavoro, altri ancora sono andati in pensione. Sono rimasti in dieci, a chiedersi quale sarà il loro futuro.



Stefano Soro



 
















Alghero, 22 Ottobre 2008

I ben informati dicono che domani ...





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